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Carisma

Carisma

Il nome stesso di Suore Figlie di Nostra Signora dell'Eucaristia esprime che l'ideale della Congregazione e di ogni Suora è vivere pienamente il mistero dell'Eucaristia, sull'esempio della Vergine Maria, prima adoratrice ed ostensorio vivente del Verbo Incarnato, al fine di porre al centro della propria vita e di quella dei fedeli l'Eucaristia celebrata nella verità, interiorizzata in una preghiera di adorazione e di contemplazione e tradotta in azione apostolica.

Madre Letizia affermava che bisogna: "Amare Gesù Eucaristia col cuore di Maria", conformare la propria vita a quella di Gesù Ostia, fino a diventare una sola cosa con Lui ed essere "piccole ostie per portare l'amore, perché solo amando si potranno muovere i cuori e le volontà". Bisogna "stare ai piedi di Gesù per accendere l'amore, offrirgli l'incenso della preghiera, dissetare la sua sete di essere amato"  affinché "nessun giorno sia senza amore, e nessun istante del giorno sia senza Gesù Eucaristia fatto dono all'umanità". Questo era l'ideale della sua vita e questo e' anche l'ideale di vita di ogni Figlia di Nostra Signora dell'Eucaristia.

La composizione del logo si articola sulla geometria del cerchio, scelta come forma base perché essa non ha né inizio né fine. Nella figura geometrica si adagia l'immagine di una consacrata in ginocchio, in atteggiamento di adorazione, con le mani protese per attingere dalla sorgente che scaturisce dall'Eucaristia; la stessa posizione delle braccia viene assunta per dare. La consacrata, nel logo, attinge per dare. La scritta perno della composizione, è posta tra il calice e la figura femminile, occupando lo spazio tra il cuore e la mente; la figura ha la testa reclinata in avanti in atto di umiltà. Per quanto riguarda i colori, il giallo del calice si sfuma fino a diventare luce delicata riflessa sulla figura in ginocchio, l'azzurro intenso del fondo, invece, evidenzia la sorgente e congiunge, diffondendosi, cielo e terra.

 

Carisma

Siamo nate il giovedì santo dal cuore di Gesù consacratore

Madre Letizia

Il fondatore è un uomo o una donna che Dio sceglie, affidandogli una speciale missione per il bene e la bellezza della sua Chiesa. Guidato dallo Spirito Santo egli è reso capace di cogliere un aspetto del Vangelo che diventa la chiave di lettura per una nuova comprensione di tutto il mistero di Cristo. Nasce così un carisma.

 

Queste parole di Madre Letizia ci riportano allo stile di vita che siamo chiamate a vivere quotidianamente. Ella esortava le sue figlie a vivere nell’ effluvio del giovedì santo che intendeva come spirito di profonda familiarità, donazione e amore reciproco che si fa servizio, lo stesso che Gesù volle far vedere, insegnare e concretizzare ai suoi discepoli quando si chinò per lavare loro i piedi. Per tale motivo riconosciamo nella pericope giovannea della lavanda dei piedi (Gv 13,1-20) il presupposto evangelico del nostro carisma fondazionale.

Maria, donna eucaristica con l’intera sua vita ed esempio di perfetta consacrazione, è per noi modello, madre e maestra.

News FNSE

Devozione o Adorazione

Il significato delle parole “devozione”, “venerazione” e “adorazione” sembra molto ovvio, ma non è così scontato. La devozione realmente cattolica si è persa nel corso del tempo, dando origine a varie espressioni di culto, soggettive, confuse e sconnesse, che nella pratica finiscono per essere sempre più infruttuose e sterili. In questo contesto, dobbiamo riscoprire il vero senso della devozione cattolica per gli angeli e i santi, e ciò che questo culto di venerazione ha a che vedere con quello dell’adorazione, dovuta solo a Dio. In questo modo, la nostra spiritualità potrà riprendere il vigore della devozione dei santi e produrre molti frutti, e contribuire alla salvezza delle anime e alla maggior gloria di Dio.

Dimensione Eucaristica

La vita eucaristica di Gesù è il libro divino

Madre Letizia

Vivere la dimensione eucaristica del carisma tramandatoci da Madre Letizia è il nostro modo specifico di vivere la consacrazione religiosa. Ognuna di noi infatti è impegnata a “porre al centro della vita, nostra e dei fedeli, l’Eucaristia celebrata nella verità ed interiorizzata in una preghiera di adorazione e di contemplazione” (Costituzioni,3).

Per tale motivo ad origine, nutrimento e compimento della nostra vocazione vi sono:

  • LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA. «È il luogo privilegiato per l’incontro con il Signore. Lì Egli si rende nuovamente presente in mezzo ai suoi discepoli, spiega le scritture, scalda il cuore ed illumina la mente, apre gli occhi e si fa riconoscere» (Ripartire da Cristo,26). È il luogo dell’intimità più profonda nel quale Dio si fa più vicino all’uomo di quanto egli lo sia a se stesso. Ad essa prendiamo parte «consapevolmente, pienamente e attivamente, rinnovando ogni giorno l’offerta di noi stesse al Padre» (Costituzioni, 44)
  • L’ADORAZIONE EUCARISTICA. Come «ovvio sviluppo della celebrazione eucaristica» (Sacrosanctum Concilium, 66) e suo prolungamento, ci permette di trattenerci a lungo, in spirituale conversazione, in atteggiamento di amore con Cristo. Davanti all’Eucaristia impariamo a conoscere più a fondo Colui che si è donato totalmente, nei diversi misteri della sua vita divina ed umana, per entrare a nostra volta, in quel grande slancio di dono, per la gloria di Dio e la salvezza del mondo. Tale imprescindibile statio non ci allontana dai nostri contemporanei, ma al contrario ci rende attenti ed aperti alle gioie e agli affanni degli uomini e ci allarga il cuore alle dimensioni del mondo, ci rende solidali con i nostri fratelli in umanità. (Cfr. Giovanni Paolo II; Lettera sull’Adorazione eucaristica, 4)

"... la regola per eccellenza, che si propone alle FNSE per onorare la vita sacramentale del loro Sposo, imitandone le eucaristiche virtù, specie l’annientamento, il silenzio, la povertà, l’immolazione incessante nell’offerta per la gloria del Padre. Conformare la propria vita a quella di Gesù Ostia, fino a divenire una cosa sola con Lui, identificare la propria vita alla Sua, è il vertice che deve raccogliere tutti i palpiti di amore, tutti i desideri di perfezione di un’anima" (Madre Letizia)

Dimensione Mariana

Amare Gesù Eucaristia col cuore di Maria: ecco l’ideale della mia vita

Madre Letizia

 

Vivere la dimensione mariana del carisma tramandatoci da Madre Letizia è per noi un impegno quotidiano, animato dal desiderio costante di mettersi alla Sua scuolain quanto Ella è maestra di vita spirituale, di contemplazione e di vita apostolica. Da lei impariamo:

  • A VIVERE DI ADORAZIONE per trovare tutti i misteri e tutte le grazie nell’Eucaristia;
  • A CAMMINARE ALLA LUCE DEL MISTEREO PASQUALE accogliendo ed insegnando ad accogliere con fortezza il dolore, la sofferenza e la morte come strumenti di salvezza e di redenzione;
  • A SERVIRE NEL SILENZIO con tenerezza ed amore materno ogni uomo;
  • A PRESENTARE AL MONDO GESÙ perché tutti Lo conoscano, amino e adorino risorto e vivo nell’Eucaristia.

Dimensione Missionaria

Sia da tutti conosciuto, amato, lodato, adorato e glorificato il Cuore Eucaristico di Gesù

Madre Letizia

 

Vivere la dimensione missionaria del carisma tramandatoci da Madre Letizia assume nella nostra vita una duplice forma:

  • COME ATTEGGIAMENTO DEL CUORE E DELLA VITA sempre pronte a rendere presente Cristo, ad ostenderLo perché gli altri possano vederLo ed incontrarLo. In tal senso la nostra missionarietà prescinde da particolari attività, ma tutto il nostro agire nella quotidianità dell’esistenza, in qualunque luogo e circostanza è occasione per offrire noi stesse in uno slancio missionario senza limiti di età o forze fisiche.
  • COME ATTIVITÀ DI EVANGELIZZAZIONE E PROMOZIONE UMANA sulle vie che la provvidenza apre dinnanzi a noi, sempre fedeli al carisma fondazionale.

“Sia da tutti conosciuto, amato, lodato, adorato e glorificato il Cuore Eucaristico di Gesù nascosto in tutti i tabernacoli del mondo fino alla consumazione dei secoli” (Madre Letizia) 

News FNSE

I bambini adorano Gesù

L’adorazione eucaristica sta tornando ad essere un aspetto centrale della vita cristiana. Dopo decenni in cui era stata messa da parte in molti luoghi, sono moltissime le parrocchie che hanno recuperato l’esposizione pubblica del Santissimo.

La spiritualità

La vita spirituale è quel cammino che l’anima fa per raggiungere Dio

Madre Letizia

L’esistenza terrena di Letizia Zagari, come quella di ogni uomo e donna dello spirito, è passata attraverso alcuni momenti importanti che hanno segnato la sua evoluzione spirituale. Nel desiderio di conoscere e gustare almeno in parte la sua esperienza del divino, analizzeremo solamente due di quegli “appuntamenti” con cui Dio ha costruito la sua storia con lei nella sua lunga vita.

In questa ottica è bello partire da un fatto dell’infanzia, che Madre Letizia, solitamente restia a parlare di se, amava invece raccontare.

Era a Reggio Calabria, quando all’età di 5 anni, avviata dalle zie ai lavori a maglia, si vede sfilare tutto il suo sudato lavoro per una maglia non eseguita alla perfezione. Nella sua sensibilità di bambina, soffrì molto per quel gesto freddo e duro. Allo stesso tempo però in qualche modo percepì quanto poco valessero le cose terrene e, guardando uno splendido tramonto sullo stretto di Messina dal terrazzo di casa, si sentì attratta e come invasa da un senso immenso che lei identificò come la percezione di Dio.

Dopo quel primo incontro infantile, la sua vita è stata una storia normale; di bambina educata e sensibile, poi di adolescente vivace ed intelligente fino a diventare una giovane determinata. Sono gli anni della sua ricerca vocazionale, che termina con l’infrangersi del suo sogno di consacrazione a cui segue un lungo periodo di buio interiore; in lei però c’è una silente “nostalgia di Dio” per la quale sapeva di essere fatta per appartenere a Lui.

Sono gli anni ’30, nella Chiesa dei Santi Apostoli a Napoli, Dio non si fa attendere e prepara per Letizia un altro appuntamento importante che lei stessa ricorda così:

«Nel pomeriggio io rimanevo spesso a pregare perché amavo il silenzio profondo. Era trascorso appena qualche giorno che Gesù stava lì, ed io mi trattenevo accanto a Lui, allorché un bimbo, entrato dal fondo della chiesa, ne percorse di filato la lunghezza, salì i due gradini dell’Altare maggiore e si trattenne in breve preghiera. Gli domandai chi lo avesse mandato, mi rispose: “nessuno”. L’episodio mi colpì».

Letizia in quel momento comprende ciò che Dio voleva da lei e da quel luogo: essere adorato lì nella sua Presenza Eucaristica e lei doveva essere lo strumento nelle mani dello Spirito perché ciò si realizzasse.

Da questi due semplici episodi della vita di Letizia Zagari possiamo tratteggiare qualcosa della spiritualità di questa donna:

il tratto “umano”, ovvero della sua indole, sul quale la Grazia ha trovato un terreno fertile su cui innestarsi;

ed il tratto “divino” cioè dono di Dio, da lei accolto. 

LETIZIA È DONNA DALLA FORTE PERCEZIONE DI DIO. Dotata di una capacità naturale di intuire il Divino, su di lei la Grazia sviluppa quella che si può definire la “mistica del velato”, ovvero la capacità di riconoscere ovunque e sempre la Presenza di Dio seppur nascosta come è nell’Ostia.

LETIZIA È DONNA EUCARISTICA. Dio le dà di comprendere e di sperimentare alcune particolari virtù dell’Eucaristia: l’obbedienza alla Adorabile volontà di Dio, l’umiltà, la donazione totale di sé, il silenzio, la carità. Attraverso di esse è plasmata per diventare piccola Ostia accanto a Gesù Ostia. 

La tua volontà trionfi in me. Il tuo amore mi consumi. La mia miseria ti glorifichi. (Madre Letizia)

NOSTRA SIGNORA DELL’EUCARISTIA

La Vergine Maria, che invochiamo con il titolo di Nostra Signora dell'Eucaristia, è per noi Madre e Modello. Nel suo "Fiat" e nel suo "Magnificat" la nostra vita religiosa trova la totalità del suo abbandonarsi all'azione consacrante di Dio e l'esempio dell'amore adorante che deve alimentare la nostra vita eucaristica. Maria, donna "eucaristica" con l'intera sua vita, e' l'ancella del Signore e la vergine obbediente il cui "sì" a Dio ha cambiato la nostra storia; è l'arca della Nuova Alleanza e il tabernacolo di Dio, che ha custodito in sé l'autore della vita; è l'ostensorio vivente e la prima adoratrice del Figlio di Dio, che in lei si è fatto uomo. "Gesù ci ha lasciato sua Madre con la missione di prenderci per mano, di condurci al tabernacolo e di formarci all'adorazione. Lasciamoci accompagnare da lei e immaginiamo di stare accanto a Lei nel Cenacolo, offriamo a Gesù gli slanci del cuore e le parole di sua Madre per il mondo e per la Chiesa" (P. G. Eymard). Con la premura materna testimoniata alle nozze di Cana, Maria sembra dirci: "Non abbiate tentennamenti, fidatevi della parola di mio Figlio. Egli, che fu capace di cambiare l'acqua in vino, è ugualmente capace di fare del pane e del vino il suo corpo e il suo sangue, consegnando in questo mistero ai credenti la memoria viva della sua Pasqua, per farsi in tal modo pane di vita" (Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, 54).

“Adorare Gesù con il cuore di Maria”

Meditiamo gli insegnamenti semplici e umili della nostra madre Fondatrice per crescere nell’amore a Gesù Risorto e vivo nell’Eucaristia, nella Parola, nella Chiesa, nei poveri e nei piccoli.  "Madre Letizia"